Diastologia No Problem (12/19) [italian]

Così come visto per il profilo di flusso transmitralico, è possibile differenziare gli effetti di un prolungamento del rilasciamento VS da quelli di una riduzione della complianza di camera VS sul profilo di velocità venoso polmonare (Figura 3). Sia in condizioni di normalità che in presenza di un prevalente prolungamento del rilasciamento VS, il profilo di velocità venoso polmonare mostra una prevalenza dell’onda sistolica sulla diastolica (profilo “sistolico dominante”). Con la progressiva riduzione della complianza di camera VS (e l’aumento della pressione AS), il rapporto si inverte e prevale l’onda diastolica (profilo “diastolico dominante”) conseguente alla contemporanea riduzione dell’onda sistolica (a causa della riduzione della complianza AS) ed incremento di quella sistolica (parallelamente all’incremento dell’onda E transmitralica, vedi sopra). A conferma di questo, è stata trovata una relazione inversa tra il rapporto Si/Di e la pressione di cuneo capillare polmonare (= AS media) (14). Inoltre, anche per il profilo di velocità venoso polmonare è stata dimostrata una progressione senza soluzione di continuità dalla situazione di normalità a quella di fisiologia restrittiva, che segue l’incremento della pressione AS (od il suo decremento) (Figura 3). Il vantaggio di integrare le informazioni ottenute dal profilo venoso polmonare con quelle ottenute dal profilo transmitralico è duplice: 1) possiamo facilmente distinguere un profilo transmitralico normale da uno pseudonormale perchè il primo corrisponde ad un profilo venoso polmonare “sistolico dominante”, ed il secondo ad un profilo “diastolico dominante” (Figura 3); 2) possiamo distnguere una fisiologia di riempimento VS da “alterato rilasciamento” da una “restrittiva” in corso di tachicardia perché al contrario del profilo transmitralico che diventa monofasico ed non interpretabile, il profilo venoso polmonare mantiene distinte le onde sistolica e dfiastolica.

Profillo di velocità Doppler tessutale dell’annulus mitralico. Un ulteriore strumento a disposizione per la stima dei determinanti della funzione diastolica è l’esame Doppler tessutale della base cardiaca (annulus mitralico), che riflette la funzione longitudinale VS. Scopo di questa analisi è la stima del rilasciamento VS. A differenza dei profili di flusso transmitralico e venoso polmonare, campioniamo la velocità di un tessuto (l’annulus mitralico), quindi non misuriamo più differenze locali di pressione. I principali determinanti negativi del picco velocità e’ sono il rilasciamento VS (t) e la pressione minima VS, mentre il precarico ha un’influenza positiva (15).

Metodologia di campionamento. Il volume campione viene posizionato nella giunzione atrio-ventricolare (laterale o mediale), nel punto intermedio tra la posizione più “ventricolare” e quella più “atriale” raggiunta dall’annulus nella sua escursione longitudinale sisto-diastolica.

Misurazioni. Sono presenti diversi picchi di velocità prevalenti: due picchi sistolici positivi in fase eiettiva, e due negativi protodiastolico (e’) e telediastolico (a’). Sono inoltre presenti altri due picchi minori positivi e/o negativi nelle fasi di contrazione e rilasciamento isovolumico, di signficato ancora incerto. Il rilasciamento VS viene stimato facendo la media dei picchi laterale e mediale (e’ medio: i valori di cutoff per l’anormalità sono riportati in Tabella 3). Le velocità laterali sono sempre più elevate (in assenza di ischemia della parete laterale o pericardite costrittiva), perché il punto annulare laterale ha una escursione maggiore (movimento di traslazione del cuore).

Fisiopatologia. Il picco e’ approssima il rilasciamento VS (15), e questo è la prima componente di funzione diastolica ad essere alterata nella maggior parte delle cardiopatie VS (Figure 3 e 4) . Inoltre la riduzione del picco e’ sarà proporzionale al prolungamento del rilasciamento. Questo semplice indice, quindi, assieme alla riduzione del picco E ed al prolungamento del tempo di decelerazione dell’onda E transmitralica, ci permette di stimare l’alterazione del rilasciamento. Infine, è evidente che un picco e’ ridotto ci permetterà di distinguere facilmente un profilo transmitralico normale da uno “pseudo-normale”, indicativo di compromissione da moderata a severa della funzione diastolica VS.

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Bibliografia

14. Kuecherer HF, Muhiudeen IA, Kusumoto FM, et al. Estimation of mean left atrial pressure from transesophageal pulsed Doppler echocardiography of pulmonary venous flow. Circulation 1990; 82:1127-39.

15.  Nagueh SF, Sun H, Kopelen HA, Middleton KJ, Khoury DS. Hemodynamic determinants of the mitral annulus diastolic velocities by tissue Doppler. J Am Coll Cardiol 2001; 37:278-85.

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